Manovra ultimo atto
 

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Manovra ultimo atto

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Il 15 luglio, mentre andavamo in stampa, con la presentazione di un maxi – emendamento governativo e con voto di fiducia, veniva approvata al Senato la conversione del decreto – legge nr.78/2010 riguardante la manovra finanziaria correttiva dei conti dello Stato che passerà ora con il medesimo iter alla Camera dei Deputati.
Come abbiamo già avuto modo di chiarire da queste stesse pagine, molti articoli del decreto – legge relativi ad aspetti vitali per la funzionalità del sistema sicurezza hanno suscitato riserve e perplessità sotto una serie di profili non ultimo quello della costituzionalità. 
Di qui le iniziative di mobilitazione attuate dal siulp attraverso sit in, volantinaggi e raccolta i firme nelle piazze delle maggiori città.
A dette iniziative, poste in essere grazie al sacrificio di colleghi e militanti, si è affiancata una paziente ed instancabile ricerca di interlocuzioni sul piano politico per tentare di eliminare gli effetti deleteri di una manovra che scarica tutto sui dipendenti pubblici e sulle fasce più povere del paese l’esigenza di riequilibrare una situazione economica che solo sino ad alcuni mesi fa, prima che scoppiasse il “caso Grecia”, veniva rappresentata come rosea ed aliena da elementi suscettibili di destare preoccupazioni di sorta.
Persino rispetto a proposte ancora più devastanti come quella di un prelievo indifferenziato sulle tredicesime, non abbiamo mai smesso di ricercare proposte alternative, a invarianza di spesa.
La ferma ed immediata reazione del SIULP ha fatto sì che, le nostre tredicesime fossero salvaguardate, e che lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, personalmente, confermasse che non vi sarebbe stata alcuna decurtazione della tredicesima mensilità del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.La nostra politica di mediazione e propositivo stimolo è stata condivisa da molti esponenti del Governo, però soltanto a parole.
Con sconcertante sorpresa, in occasione del voto per la conversione in legge in aula della manovra si è dovuto prendere atto del fatto che il maxi emendamento governativo presentato al Senato, lascia inalterati gli effetti di alcune norme gravemente penalizzanti per il personale e per la funzionalità del sistema sicurezza. Si tratta di quella parte del provvedimento che riguarda il blocco del trattamento economico complessivo relativo alla massa salariale, blocco degli avanzamenti stipendiali legali alle funzioni e grave penalizzazione del trattamento di fine rapporto per gli operatori del Comparto.
Al riguardo, le dichiarazioni ufficiali rese al Senato della Repubblica dal Capogruppo di maggioranza del PDL Senatore Maurizio Gasparri a sostegno del voto di fiducia per la conversione del decreto, non hanno fatto altro che creare altri dubbi sulla credibilità del Governo, in quanto le rassicurazioni fornite dallo stesso Gasparri non sembrano trovare riscontro nel testo del maxi emendamento approvato che appare confermare le gravose penalizzazioni per gli operatori della sicurezza.
Orbene, è evidente che sussiste un problema concreto ed urgente di comprendere e chiarire quale sia la reale politica del Governo sulla sicurezza rispetto a questioni relativamente alle quali si manifestano, già in tutta la loro evidenza, incertezze applicative e difformità interpretative da parte delle singole Amministrazioni e dei singoli dicasteri.
Per tale ragione, in queste ultime ore, il SIULP ha inviato una richiesta di incontro urgente al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Il tentativo, ormai estremo, mira ancora una volta a proiettare un cono di luce sul clima di profonda incertezza che aleggia su importantissimi istituti normativi e contrattuali riguardanti gli appartenenti al Comparto sicurezza e a sollecitare un intervento che faccia chiarezza sulla interpretazione ufficiale degli effetti applicativi di alcune norme riguardanti tutte le Amministrazioni del Comparto. Le questioni più urgenti sono quelle del ripristino delle risorse per le esigenze sanitarie, connesse al reclutamento e all’avanzamento e per la celebrazione della festa; il reinserimento della diaria per le missioni all’estero; Occorre chiarire come ed in che modo il previsto stanziamento di 80 milioni di euro annui per gli anni 2011 e 2012, destinato al finanziamento di misure perequative possa favorire per il personale delle forze di Polizia interessato alla disposizione di cui all’art. 9 comma 21 del decreto legge relativo alla manovra, il ripristino ai fini economici, degli effetti relativi alle promozioni, alle classi, agli scatti, e ai meccanismi correlati all’anzianità di servizio e la soluzione della questione legata al tetto della retribuzione, all’assegno di funzione e agli scatti aggiuntivi ed economici. Occorre, inoltre definire la questione relativa ai 770milioni di euro, accantonati per le carriere, e la modifica del TFS in TFR, sulla quale, comunque, resta pressante e vigile la nostra azione al fine di giungere, anche in questo caso, ad un risultato positivo. Mi riservo una chiosa sulla questione del contratto economico 2008 – 2009.
È un bene che il contratto non sia stato definito nello scorso autunno. Invero, il tavolo contrattuale ancora aperto conferisce maggior forza alla nostra azione e la grande manifestazione del 28 ottobre scorso ha fruttato ulteriori 100 milioni per la specificità. Tutte le risorse per il contratto sono lì e nessuno le può sottrarre. Quindi, non appena la manovra correttiva risulterà definitivamente approvata dai due rami del Parlamento, speriamo col miglior risultato possibile per la categoria, apriremo la fase che porterà al rinnovo del contratto ed alla spalmatura delle risorse disponibili.
Anche sul contratto metteremo in gioco tutto il nostro impegno, la nostra soggettività e il nostro ruolo per raggiungere, come abbiamo sempre fatto, il miglior risultato possibile rispetto alle condizioni che caratterizzano l’attuale congiuntura.
I. Carbone 

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