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Il SIULP interviene sulla problematica legata al riconoscimento delle malattie dipendenti da cause di servizio che penalizza il personale della Polizia di Stato rispetto alle altre Amministrazioni Militari dello stesso Comparto, richiedendo un intervento immediato. Al riguardo riportiamo la nota inviata al Capo della Polizia, Pref. Antonio Manganelli.

“Con la presente siamo a segnalare una problematica che necessita di un Suo pronto, autorevole intervento. Il Dipartimento, all’atto dell’inizio della riforma delle Direzioni Centrali che ha ridisegnato la quasi totalità delle sue articolazioni, affermò che il processo riformatore era necessario, in un concetto di work in progress, per razionalizzare al meglio le risorse e l’organizzazione del lavoro in modo da riuscire a dare risposte celeri ed esaurienti alla propria utenza.

In quel contesto, con un principio innovatore, fu definito il concetto di utenza esterna ed interna intendendo, per quest’ultima, i propri dipendenti che, così come venivano chiamati a dare il massimo impegno per rispondere alle esigenze dell’utenza esterna, acquisivano, parimenti, dignità di utenza interna con diritto a vedersi trattare e riconoscere i propri diritti alla stessa stregua degli altri utenti.

L’annosa problematica attinente i diritti economici e previdenziali del personale della Polizia di Stato, ancora lontana dagli obiettivi indicati all’atto della riforma del Dipartimento, rappresenta, in una Istituzione che vuole adeguarsi continuamente per essere al passo con i tempi divenendo sempre più efficiente ed efficace, una sfida da affrontare e risolvere positivamente e definitivamente.

Perché, a parere del SIULP non vi può essere processo “riformatore” che, pur nascendo con auspici positivi, ha speranza di riuscire se esso non contiene, innanzitutto la valorizzazione della risorsa umana.

I tempi biblici, e l’ormai denegato diritto al riconoscimento delle malattie dipendenti da cause di servizio, o ad esse connesse, che penalizzano in modo inaccettabile, anche economicamente, il personale della Polizia di Stato rispetto agli appartenenti ad altre Amministrazioni Militari dello stesso Comparto, sono una delle priorità che dovrà essere affrontata con un’azione sinergica tra Amministrazione e Sindacato.

Immediata, invece, deve essere l’individuazione di un nuovo dirigente I’Ufficio in questione che, per pensionamento di quello precedente, sta creando ulteriori disagi e lungaggini nella definizione delle pratiche che, già con l’Ufficio in grado di assolvere a pieno alle proprie funzioni, presentano un iter di molti anni che svilisce il diritto in se e la dignità dei poliziotti.

Senza volerLe sottrarre ulteriore tempo prezioso, sono a richiedere un Suo autorevole intervento affinché la Direzione centrale preposta, anche avvalendosi delle professionalità già presenti in quell’articolazione, provveda con urgenza, sia all’individuazione di un nuovo dirigente dell’Ufficio in questione che dia seguito a tutte le pratiche che si stanno accumulando, sia a predisporre un momento di confronto con il Sindacato affinché si possa delineare un percorso che dia certezza ai tempi e ai diritti oggi, nei fatti, negati”.

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